Invalidità multa per mancata rimozione dell’auto dal marciapiede.

L’auto non rimossa, per aver parcheggiato sul marciapiede, rende invalido il verbale, poiché viene applicata una sanzione NON prevista dall’ordinamento che nel caso specifico prevede cumulativamente:

– sanzione pecuniaria (pena principale)

–  rimozione obbligatoria del veicolo (pena accessoria).

Le ragioni dell’invalidità del verbale vertono essenzialmente su due violazioni di legge:

  1. violazione della tipicità della sanzione/pena amministrativa per erronea irrogazione della stessa;
  2. nella stragrande maggioranza dei casi il verbale non è corrispondente ai fatti per l’ inclusione di espressione che viola l’art. 215 del codice della strada.

Nel caso specifico, la rimozione del veicolo dal marciapiede, sanzione accessoria, consegue d i d i r i t t o alla violazione dello specifico divieto di sostare sul marciapiede, cui corrisponde la sanzione principale (cioè quella pecuniaria). Perciò non sia l’una senza l’altra: se è applicata la prima DEVE  essere applicata l’altra, senza lasciti discrezionali alla valutazione dell’agente accertatore.

Dalla lettura delle norme del CdS sopra riportate, infatti, risulta chiaro che il soggetto che lascia in sosta (o in fermata) un’autovettura sul marciapiede è punito cumulativamente con la sanzione:

– pecuniaria da euro 85 fino ad euro 338 (ex art. 158 CdS, commi 1 e 5); si noti che si tratta di sanzione pecuniaria doppia rispetto a chi sosti in divieto ma non sul marciapiede;

– accessoria della rimozione (art. 159 CdS, comma 1 lett. b).

Infatti, “costituendo la rimozione dei veicoli l’esercizio della concreta attuazione della sanzione amministrativa accessoria, predisposta allo scopo di interrompere gli effetti permanenti del comportamento sanzionato con pena amministrativa pecuniaria principale e di restituire all’uso della collettività le aree e gli spazi indebitamente occupati, è evidente che essa assolve ad un compito di pubblico interesse” (Cass. Civ. Sent. n. 11065 del 26/07/2002).

Deve esser chiaro, dunque, che v’è l’ o b b l i g o per i soggetti di cui all’art. 12 del CdS (che ricomprende i “Corpi e [a]i servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza”) di procedere alla rimozione dell’auto “trovata” in sosta sul marciapiede. Il codice è chiaro in tal senso quando afferma che “Gli organi di polizia, di cui all’art. 12, d i s p o n g o n o la rimozione dei veicoli” nei casi specifici di cui all’art. 158, comma uno, del CdS che prevede proprio la sosta/fermata sul marciapiede.

A chiudere ogni discorso sulla obbligatorietà della sanzione accessoria è:

  1.  l’art. 210 del CdS: “Quando le norme del presente codice d i s p o n g o n o [ancora questo verbo] che ad una sanzione amministrativa pecuniaria consegua una sanzione accessoria non pecuniaria, quest’ultima si applica di diritto , secondo le norme che seguono”;
  2.  l’art. 215 del CdS: “Quando, ai sensi del presente codice, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della rimozione del veicolo, questa è operata dagli organi di polizia che accertano la violazione, i quali provvedono a che il veicolo, secondo le norme di cui al regolamento di esecuzione, sia trasportato e custodito in luoghi appositi. L’applicazione della sanzione accessoria è indicata nel verbale di contestazione notificato a termine dell’art. 201”.

Si ribadisce: la sanzione accessoria della rimozione del veicolo è operata dagli organi di polizia che accertano la violazione principale. Pertanto: ogni volta che si parcheggia sul marciapiede l’automobilista si vedrà comminata:

  1. di diritto: la sanzione pecuniaria doppia;
  2. “di diritto”: la rimozione forzata del veicolo (art. 210 CdS); rimozione che verrà obbligatoriamente indicata nel verbale di contestazione (art. 2015 CdS)

Per concludere, IN PRESENZA DI UN DIVIETO DI SOSTA DOVE E’ PREVISTA LA RIMOZIONE DELL’AUTOMEZZO, QUALORA NON VENGA EFFETTUATA, IL VERBALE E’ INVALIDO.