Manomissione contatore: quali sono i rischi a cui si va incontro?

Aeci Nazionale, in uno degli ultimi articoli pubblicati, ha parlato dei rischi a cui vanno incontro gli utenti che manomettono il contatore. Ripercorriamone insieme i punti fondamentali.

Manomettendo o bypassando le funzioni dei contatori, utilizzando tecniche e tutorial che si possono trovare su internet, si tende a svalutare l’entità e la gravità delle conseguenze alle quali si può andare incontro. Il fine di Aeci, come sempre, è quello di tutelare il consumatore  e metterlo in guardia da una scelta che può danneggiarlo gravemente. Tra i trucchi più utilizzati vi è quello del magnete applicato sul contatore stesso e che va a rallentare il conteggio dei consumi, oppure un trucco più elaborato è quello di aprire il contatore, che ricordiamo essere sigillato, e manometterne il software. Ricordiamo che i contatori sono dotati di un sensore che segnala al distributore le eventuali manomissioni. Questi trucchi rientrano, per il Codice Penale, nel reato di furto, anche se di un bene immateriale come l’energia, non nel reato di truffa come è stato ricordato dalla Cassazione. La pena prevista è la reclusione da 1 a 6 anni e una multa che va da 103€ fino a 1032€ ex art. 625 Codice Penale, oltre alla possibilità della società di chiedere il pagamento per i consumi non registrati nei due anni precedenti.
Anche allacciarsi abusivamente ad una fonte di energia elettrica attraverso un cavo costituisce reato di furto ed è, come tale, perseguibile d’ufficio.
Nel caso in cui dovessimo sospettare di essere vittime di un tale illecito, potremmo accorgercene attraverso segnali d’allarme come bollette spropositate, oppure il blocco di erogazione dovuto dalla troppa potenza richiesta (cioè quando il contatore “scatta”): in questi casi è necessario chiamare un elettricista per verificarne la causa e se i sospetti venissero confermati, denunciare il fatto alle Autorità.