Bollo auto, come evitare il contenzioso?

Le contestazioni per il mancato pagamento della tassa di possesso del proprio veicolo sono sempre tante. Le Regioni tendono ad evitare il più possibile attivazioni di procedure di recupero, perché sono costose, generalmente attendono che il contribuente si metta in regola da solo ed inviano avvisi bonari per invitarlo a farlo. Gli addebiti vengono spediti quando si è vicini al termine ultimo per far valere i crediti sul bollo auto e cioè entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello a cui si riferisce il pagamento contestato.

Lo stesso termine vale per il contribuente che richiede la restituzione di un bollo non dovuto o pagato in eccesso. Ricordiamo che il fatto che il termine scada dopo tre anni, non ci autorizza a ritenere che qualsiasi cartella arrivata a partire da gennaio del quarto anno sia tardiva. Innanzitutto, potrebbero influire  eventuali notifiche non andate a buon fine. E’ bene dunque conservare le ricevute dei pagamenti per almeno i cinque anni precedenti.

E’ inoltre corretto affermare che non conviene aspettare l’eventuale condono di cui il Governo sta parlando in queste settimane, perché non è detto che l’eventuale sanatoria riguardi anche il bollo.

Per difendersi da una contestazione, fondamentalmente bisogna per prima cosa valutare se il bollo era dovuto o no (in caso di vendita, furto, demolizione). Alcune recenti sentenze della Cassazione però sono andate contro alla normativa esistente da vent’anni, affermando che si resta sempre responsabili del pagamento del bollo, a meno che la perdita del possesso sia stata annotata al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Nel caso in cui il pagamento sia dovuto è fondamentale trovare la ricevuta, che serve a provare il pagamento e a verificare se l’importo era corretto.

In Italia, per quanto il bollo sia stato definito un tributo proprio dello Stato, la sua gestione è stata affidata alle Regioni che si comportano in modo diverso l’una dall’altra, e alcune norme nazionali si sono, negli anni, accavallate a quelle regionali. Alcune Regioni ormai chiedono il pagamento del bollo anche a chi ha un veicolo con fermo amministrativo e ci sono differenze anche per quanto riguarda il trattamento dei mezzi per i disabili.

La competenza per il ricorso, spetta alle Commissioni Tributarie. La forma più semplice è quella che consente al cittadino di portare avanti il contenzioso da solo, ammessa solo se l’importo non supera i 2582,28 euro, in caso contrario occorre farsi assistere da un professionista. In ogni caso è difficile arrivare al contenzioso: il proprietario viene avvisato bonariamente, in sede di primo controllo, con l’invito a dimostrare il contrario o a mettersi in regola entro un tal giorno.

Per evitare errori, è bene farsi assistere da un operatore qualificato (ad esempio, ACI) soprattutto per il primo pagamento. Per chi si accorge di non aver pagato o di aver commesso errori nel farlo è consigliabile mettersi in regola il prima possibile: entro un anno si ha diritto al “ravvedimento operoso”, che fa evitare la sanzione del 30%. Con il ravvedimento, entro i primi 15 giorni si paga in più solo lo 0,1%, dal 16esimo al 30esimo giorno successivi alla scadenza si ha un incremento dell’1,5%, dal 31esimo al 90esimo dell’1,67%, dal 91esimo all’anno del 3,75%. Oltre il 12esimo mese scatta la sanzione completa pari al + 30% dell’importo più gli interessi moratori.