Bollette telefoniche ogni 28 giorni: c’è il rimborso?

Entro il 31 dicembre 2018, gli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Fastweb e Vodafone avrebbero dovuto risarcire gli utenti per ogni giorno accumulato con il giochino della fatturazione a 28 giorni, ma  il Consiglio di Stato ha  accolto il ricorso delle compagnie telefoniche e ha sospeso l’ordinanza che li obbligava a procedere con i rimborsi. Ma facciamo un passo indietro.

L’AGCOM con la delibera 121 ha stabilito la fatturazione mensile come unica possibilità per i gestori. L’Antitrust ha ipotizzato allora che gli operatori si fossero uniti in una sorta di “cartello” per rincarare tutti insieme le proprie tariffe dell’8,6%. Questo rincaro, secondo le compagnie, era da attribuire alla norma che le obbligava a tornare alla fatturazione mensile. In realtà questa norma dell’AGCOM non giustifica nessun tipo di aumento, che secondo il Garante per la Concorrenza e il Mercato sarebbe stato studiato proprio a tavolino.

I quattro operatori successivamente si sono rivolti al Tar del Lazio che il 14/11/18  ha confermato la validità  del provvedimento preso dall’AGCOM e che stabiliva il rimborso ai clienti. Così, le compagnie hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato, che rappresenta il secondo grado di giudizio dei tribunali amministrativi. Verso il 20/12/18 è stato bloccato tutto ed è stata rinviata la decisione al 2019: la pronuncia arriverà  entro il 31 marzo.

Se la risposta sarà a favore di AGCOM, potrete rivolgervi alle Associazioni di Consumatori del vostro territorio per richiedere il rimborso, che orientativamente dovrebbe andare dai 20 ai 60€ ed essere più alto per chi ha sottoscritto un contratto Fibra.